90 anni in tipografia

Berlino. «László Moholy-Nagy e la Nuova Tipografia. Ricostruzione di una mostra, Berlino 1929» (dal 29 agosto al 15 settembre) vuole essere il secondo omaggio della Kunstbibliothek, nel centenario della Scuola di Weimar, al maestro ungherese, artista poliedrico che attraversò le varie fasi del Bauhaus e ne divenne direttore nella sede di Chicago. Allora fu invitato a progettare uno spazio interamente dedicato alla Neue Typographie per il Martin Gropius Bau e a dare una risposta all’interrogativo «In che direzione va lo sviluppo della tipografia?»: lo spettacolo furoreggiò nella Capitale; i suoi 78 pannelli di collage di foto, testi, libri e disegni segnarono la nascita di un rivoluzionario design che pur andando verso la standardizzazione industriale dei caratteri tipografici rivendicava oramai irrinunciabili ideali artistici quali leggibilità, chiarezza e immediatezza in linea coi dettami del Costruttivismo ma anche della Nuova Scuola tedesca. Nel 1930 la Kunstbibliothek acquisì per donazione l’intero materiale della mostra: questo, riproposto com’era-dov’era in uno spazio riprodotto, permette, a vantaggio di pubblico ed esperti, un’integrazione postuma alla questione: «Dove è andata poi la nuova tipografia?». Con lavori di Willi Baumeister, A.M. Cassandre, Walter Dexel e ancora Molzahn, Schwitters e Tschichold. 

Francesca Petretto