Takesada dona se stesso

L’artista giapponese Takesada Matsutani, che dal 1966 vive e lavora a Parigi, ha donato al Musée d’Art Moderne del Centre Pompidou 22 opere datate dal 1950 ad oggi. È questa l’origine della prima monografica che la Francia dedica all’82nne esponente del gruppo d’avanguardia Gutai. Intitolata semplicemente «Takesada Matsutani», la mostra è visitabile dal 26 giugno al 23 settembre e ricostruisce tutta la carriera dell’artista originario di Osaka. Si parte dalle prime opere degli anni Cinquanta, ispirate alla pittura tradizionale giapponese nihonga alla quale l’artista si era formato alla scuola d’arte di Osaka, fino all’adesione nel 1963, ventiseienne, al movimento Gutai, fondato nel 1954 da Jiro Yoshihara, pioniere dell’arte astratta. In quegli anni Matsutani aveva cominciato a lavorare a pitture astratte con una tecnica di sua invenzione, creando rilievi e «bolle» soffiando su cumuli di colla vinilica. Nel ’66 vinse un concorso d’arte franco-giapponese e ottenne una borsa di sei mesi per lavorare a Parigi, città che non ha più lasciato. Nell’Atelier 17 di Stanley William Hayter dal 1967 al 1971 scopre lo stile hard-edge americano e si avvicina alla serigrafia e dal 1977, con uno stile personale, comincia la serie «Streams», opere su fogli di carta di 10 metri con grafite e inchiostro sumi, a cui, a partire dagli anni Ottanta, integra anche la colla vinilica. Tra le opere più recenti in mostra vi è «Circle Yellow» (2019), che segna un’importante riscoperta del colore (nella foto, «Superposition 92-2»). 

Luana De Micco