Nyman le suona a Plessi

Le Terme di Caracalla non sono certo nuove all’arte contemporanea, sia per mostre temporanee, come la retrospettiva di Mauro Staccioli dell’estate scorsa, sia per installazioni permanenti, due di Michelangelo Pistoletto, il «Terzo Paradiso» realizzato con 109 frammenti di marmi antichi delle terme nei giardini e la «Mela reintegrata» in marmo di Carrara nei sotterranei, e una dello stesso Staccioli, la «Diagonale palatina» in acciaio corten lunga 24 metri, ultima sua opera, che trapassa le possenti mura termali sbucando da un finestrone. Dal 18 giugno al 29 settembre è la volta de «Il segreto del tempo» di Fabrizio Plessi, riconosciuto padre della videoarte italiana, che inaugura un nuovo tratto di oltre 200 metri dei sotterranei delle terme appena consolidato e restaurato. Organizzata dalla Soprintendenza Speciale di Roma in collaborazione con Electa, curata come la precedente di Staccioli da Alberto Fiz, la mostra anticipa di qualche mese i festeggiamenti per gli 80 anni dell’artista: un ritorno a Roma dopo la grande retrospettiva del 2002 che inaugurava le Scuderie del Quirinale, e un omaggio alla storia antica della città studiato ad hoc anche questa volta per inaugurare uno spazio finora invisibile al pubblico, il settore sotterraneo sotto l’esedra del Calidarium, cuore dell’impianto termale. L’opera si articola in 12 videoinstallazioni (nella foto) che, tanto nei supporti ai video quanto nei contenuti, dialogano sui temi inerenti al sito: l’acqua, il fuoco, la storia delle terme, la figura di Caracalla. «Si tratta di un progetto molto tecnologico, virtuale, qualcosa di grande attualità, una specie di archeologia del futuro»,  ha dichiarato l’artista. L’aspetto immersivo è potenziato dalle musiche appositamente composte per l’occasione da Michael Nyman, e da una serie di statue antiche già appartenenti al complesso termale (il più imponente di tutto l’impero romano, almeno fino alla costruzione delle terme di Domiziano agli inizi del IV secolo) in arrivo da vari musei. 

F.C.G.