Nuovi territori postcoloniali

Al Macba le conseguenze del colonialismo e delle lotte per l’indipendenza

Barcellona (Spagna). «La mappa di Norimberga di Tenochtitlan» (2013) è un’opera monumentale realizzata con assi di legno, incise e montate in modo da riprodurre in un gigantesco disegno la prima immagine conosciuta dagli europei dell’antica capitale del Messico. 

La mappa, che fu inviata nel 1521 a Carlo V re di Spagna dal conquistador Hernán Cortés per giustificare i costosi sforzi coloniali spagnoli, rimane tuttora una delle poche rappresentazioni grafiche dell’impero precoloniale azteco. La gigantesca riproduzione dell’artista messicana Mariana Castillo Deball, che nel suo lavoro coniuga l’arte concettuale con l’archeologia, la storia e l’etnografia, è una delle opere selezionate da Hiuwai Chu, curatrice del Museo de Arte Contemporaneo de Barcelona (Macba), per la rassegna «Territorios indefinidos: Reflexiones sobre el poscolonialismo» (Territori indefiniti: Riflessioni sul post colonialismo), allestita fino al 20 ottobre.

La mostra prende spunto dalla fondazione del Movimento dei Paesi non allineati (Mnoal), che ha segnato un punto d’inflessione nell’ordine politico mondiale postcoloniale. L’opera centrale è il film di Naeem Mohaiemen «Two Meetings and a Funeral» (Due incontri e un funerale) del 2017, che intreccia immagini d’archivio e nuove riprese con la narrazione dello storico Vijay Prashad, per riflettere sull’impulso delle ideologie di sinistra del Mnoal e spiegare i motivi del loro fallimento. Altre opere affrontano le conseguenze della repressione e del saccheggio coloniale, così come il modo in cui le potenze imperialiste hanno esercitato il controllo attraverso strutture epistemiche come la cartografia politica e il linguaggio. 

Attraverso i lavori di artisti provenienti da diversi Paesi e diaspore, come Maria Thereza Alves, Lothar Baumgarten, Black Audio Film Collective, Kapwani Kiwanga, Daniela Ortiz, The Otolith Group, Superflex e Dana Whabira, la mostra evidenzia anche gli obiettivi dell’indipendenza e della condizione postcoloniale. 

Roberta Bosco