La disarmante semplicità di Morris

La Fondation Henri Cartier-Bresson dedica una mostra a Wright Morris, scrittore e fotografo (1910-98) che descrisse l’America con «foto-testi». Intitolato «Wright Morris. L’essenza del visibile» (dal 18 giugno al 29 settembre) e curato da Agnès Sire, il percorso si sofferma sulla «doppia visione fotografica e letteraria» dell’America con lavori come «The Inhabitants» (1946), dove il testo è accompagnato da fotografie del Nebraska natale. Per Morris la fotografia non è semplice illustrazione dei suoi scritti, ma restituisce ciò che le parole non riescono a catturare. In «The Home Place» (1947, nella foto), le immagini di luoghi e oggetti restituiti nella loro nudità sono di grande poesia. Gli scatti di Morris sono «di una semplicità disarmante, pur conservando un carattere enigmatico», scrive la Fondation Henri Cartier-Bresson. Nelle stesse date, nella nuova sede del Marais, la Fondazione propone un nuovo allestimento di scatti di gioventù di Henri Cartier-Bresson.

Luana De Micco