Goethe italiano

«Destino e Poesia. La fortuna italiana del Werther», fino al 20 settembre nella Casa di Goethe a cura della direttrice Maria Gazzetti, è una sorta di integrazione romana alla grande mostra «Goethe: metamorfosi del mondo», aperta alla Bundeskunsthalle di Bonn fino al 15 settembre (cfr. articolo a p. 59). Il focus alla Casa di Goethe si concentra sul successo italiano del capolavoro giovanile I dolori del giovane Werther, romanzo epistolare ispirato al suo amore infelice per Charlotte Buff, scritto in sole 4 settimane e uscito nel 1774, con un immediato e clamoroso successo internazionale. Tanto che proprio dalla sua casa in via del Corso, oggi sede del museo, nel 1788 il poeta si lamentava: «Qui mi stanno seccando con le traduzioni del Werther: me le fanno leggere, mi chiedono qual è la migliore, e anche se la storia è vera o no! È una calamità che non mi darebbe tregua neppure in India». La mostra racconta la storia editoriale del romanzo attraverso edizioni e illustrazioni sia tedesche sia italiane, dalle prime tirature ad oggi, espone oggetti d’epoca ispirati al testo, come una rara tazza da Francoforte con i ritratti di Lotte e Werther (1775 ca), opere d’arte antica, tra cui un acquarello dell’amico Tischbein con il poeta vestito alla Werther (da Napoli), e contemporanea, come le fotografie di Maria di Stefano (nella foto, «Terminillo») e un «libro ceramica» di Ontani. E ancora originali d’eccezione, tra cui la traduzione del Werther di Michiel Salom già di Leopardi (da Recanati), e la lettera del 1802 del giovane Foscolo a Goethe (da Weimar), che a lui si ispirò per Ultime lettere di Jacopo Ortis.

F.C.G.