Fénéon editore e scopritore

È una mostra in due parti quella dedicata a Félix Fénéon, critico d’arte e collezionista franco-svizzero, nato a Torino nel 1861 e scomparso in Francia nel 1944, figura di riferimento nel mondo dell’arte tra ’800 e ’900. Il primo capitolo, dal titolo «Félix Fénéon. Le arti lontane», prosegue fino al 29 settembre al Musée du quai Branly-Jacques Chirac. Scrittore, giornalista, critico d’arte, direttore della «Revue Blanche», editore visionario (pubblicò Les Illuminations di Rimbaud) e intellettuale impegnato (nel 1898 firmò il manifesto in difesa del capitano Dreyfus), ebbe un ruolo essenziale per la scoperta degli impressionisti e postimpressionisti e per quella delle arti extraeuropee. Difese Van Gogh, Gauguin, Cézanne e contribuì a far conoscere Matisse, Bonnard, Van Dongen, Maurice Denis, i puntinisti Signac e Seurat. Nel 1906, come direttore della galleria Bernheim-Jeune, si impegnò accanto ai Fauves e ai futuristi. La mostra del quai Branly, in due sezioni, riguarda in particolare la passione di Fénéon (risalente al 1920) per l’Art Nègre. Il critico ne prese le difese, pubblicò una rilevante inchiesta sul «Bulletin de la Vie artistique» e contribuì a farla scoprire prestando le opere della sua collezione ai musei. 

Nel percorso della mostra, aperto dal ritratto di Fénéon di proprietà del Musée d’Orsay eseguito da Maximilian Luce nel 190, statuette africane (una nella foto) sono affiancate a dipinti di artisti moderni. Questo primo capitolo sarà nel 2020 al MoMA di New York, che ha partecipato alla sua realizzazione. Il secondo capitolo sarà visitabile dal 16 ottobre al 27 gennaio al Musée de l’Orangerie, con opere di Matisse, Derain, Modigliani e il ritratto di Fénéon firmato da Signac nel 1890, in arrivo dal MoMA di New York. 

Luana De Micco