Dieci visioni di Buddha

È il frutto di quattro anni di studi la mostra «Buddha, la leggenda dorata», visibile al Musée National des Arts Asiatiques Guimet dal 19 giugno al 7 ottobre. Curata dalla direttrice del museo Sophie Makariou, l’esposizione analizza in dieci sezioni la figura di Buddha: le tappe essenziali della sua vita e la diversità delle tradizioni iconografiche e stilistiche che lo rappresentano. Stando a diverse indagini storiche, Siddharta Gautama, il fondatore della quarta religione nel mondo, visse tra il 566 e il 486 a.C.; stando alle biografie tradizionali, «l’illuminato» sarebbe nato a Lumbini nel Nepal meridionale e morto a Kusinagara nello Stato indiano dell’Uttar Pradesh. I momenti chiave della sua vita sono la nascita, l’illuminazione, la nuova dottrina e l’ascesa al Nirvana. La mostra mette anche confronto le espressioni artistiche sorte nelle diverse regioni dell’Asia che hanno dato vita a tre forme di buddhismo: il buddhismo antico o theravada; quello del «Grande veicolo» o mahayana e quello «del veicolo del diamante» o vajrayana. Per illustrare questo percorso il museo ha attinto alla sua collezione, nella quale figurano numerose importanti opere tra cui una «Testa di Buddha» del III-IV secolo (nella foto) proveniente dal sito di Shahbaz Garhi in Pakistan, e una statua di origine coreana di un «Buddha raffigurato nel gesto della predicazione» datata dell’XI-XII secolo, portata in Francia dall’esploratore Charles Louis Valtat nel 1888. Sono d’epoca cinese Qing (1790) tre statuette di porcellana policroma che rappresentano tre arhat, gli «ascoltatori della voce».

Luana De Micco