Creativo polisensoriale

Chiasso (Svizzera). Grafica, design, fotografia, pittura, scultura: sono questi gli ambiti sperimentati da Franco Grignani (1908-99), poliedrica figura di creativo, il cui lavoro è un esempio paradigmatico del tema della «Sinestesia», scelto dal m.a.x. museo come asse portante della stagione 2018-19. Circa 300 suoi lavori sono ora esposti nella mostra «Franco Grignani. Polisensorialità fra arte, grafica e fotografia» (fino al 15 settembre, catalogo Skira), curata da Mario Piazza e Nicoletta Ossanna Cavadini: sono fotografie, opere pittoriche, logotipi, materiali originali legati alla grafica e alla comunicazione pubblicitaria e oggetti di design, realizzati da Grignani tra la fine degli anni Venti e gli ultimi decenni del secolo scorso. Giovanissimo, Grignani si cimenta in forme di sperimentazione fotografica poi sfociate (alla metà del secolo) nella fotografia astratta: momenti, questi, documentati in mostra attraverso sperimentali ottici su tela emulsionata e tavola, e fotografie ai sali di bromuro d’argento, accostati qui a una serie di rare fotografie di paesaggi e vedute di città, sempre attraversate dal suo sguardo inconsueto. Dopo la guerra intraprenderà anche il lavoro di graphic designer per Alfieri&Lacroix e per marchi come Pirelli, Arnoldo Mondadori Editore, Fiat, Ermenegildo Zegna (suo anche il celebre logo di Pura Lana Vergine), immettendo in tutte quelle campagne la sua ricerca del nuovo, dell’originale, del non visto. E dai ’70 si occuperà di corporate image ma, soprattutto, di pittura: 20 le grandi tele esposte qui, con alcune «Psicoplastiche», lavori in bilico tra bidimensionalità e tridimensionalità. 

Ada Masoero