A forma di gioia

Amburgo. Non li ha raggiunti Norbert Prangenberg (1949-2012) i settant’anni di età, eppure Ernst Barlach Haus inaugura questa «Norbert Prangenberg. Formfreude» proprio nel giorno del suo 70esimo compleanno, il 23 giugno. Il numero ricorre: 70 lavori, ceramiche, dipinti e disegni, per un’approfondita panoramica del variopinto cosmo e della trentennale carriera d’un artista gioioso e al contempo profondo. La parola chiave del titolo, «Formfreude», evoca la gioia del comporre le forme, un sentimento arcaico e sensuale, ricco di simboli e grande sensibilità che Prangenberg stesso spiegò così: «Alcune delle mie opere sono giocose, sembrano frivole, hanno voglia di ghirigori e desiderio di spontaneità, hanno insomma una certa gioia nella propria forma. Ma non è certo per il fatto che ogni tanto ci divertiamo che possiamo dire che la vita non sia seria. Al contrario, tutto questo la rende probabilmente ancora più profonda». Nato come orafo, Prangenberg raggiunse la notorietà internazionale partecipando a dOCUMENTA 7 (1982), e undici anni dopo divenne professore di Ceramica e pittura su vetro all’Accademia delle Arti di Monaco. Questo regalo postumo di compleanno (fino all’8 settembre) segue letteralmente gli esperimenti, la ricerca della forma portati avanti dall’artista, in opere cariche di carisma e capaci di trasmettere la sua Formfreude: corpi cavi a grandezza naturale, di argilla smaltata e dipinta, imponenti personaggi di una bellezza non convenzionale, leitmotiv di un’intera carriera (nella foto, «Figur», 1995). 

Francesca Petretto