Una giungla in Val Padana

Piacenza. Prosegue fino al 2 giugno presso gli spazi di Biffi Arte la rassegna «Antonio Ligabue pittore e scultore», composta da 82 opere, 59 dipinti e 23 sculture in bronzo, scelte da Augusto Agosta Tota, presidente della Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma. Il percorso si snoda illustrando i tre principali periodi che hanno caratterizzato la produzione dell’artista (Zurigo, 18 dicembre 1899 – Gualtieri, 27 maggio 1965), partendo dalla fase relativa agli animali. Di questa fase che si sviluppa poi lungo l’intera carriera di Ligabue sono esposti ad esempio «Pascolo montano», «Testa di tigre», «Vedova nera», «Leopardo che sbrana una scimmia», «Volpe con rapace», tra le sue opere più note che permettono di comprendere come l’autore immaginasse una vera e propria giungla nei pressi del Po in Pianura Padana (nelal foto, uno «Scorpione»). La sezione degli autoritratti, tra cui «Autoritratto con sciarpa rossa» e «Autoritratto con mosca», permette di «entrare» nel dolore esistenziale e sensibile dell’artista mentre l’area dedicata alla scultura in bronzo e terracotta (più una rarissima cera d’api) completa la mostra con i soggetti maggiormente amati dal protagonista italo-svizzero: il cavallo e i felini. Agosta Tota, con la collaborazione di Marzio Dall’Acqua, sta schedando l’opera grafica di Ligabue, composta da disegni, pastelli e incisioni.

Stefano Luppi