Tillim rivoluzionario premiato da HCB

La Fondation Henri Cartier-Bresson, che dieci anni fa aveva dedicato a Guy Tillim la sua prima mostra in Francia, allestisce ora, fino al 2 giugno, la serie «Museum of the Revolution», per la quale il fotografo sudafricano ha ricevuto il Prix HCB 2017 (35mila euro, attribuito in collaborazione con la Fondation Hermès). Negli ultimi anni Tillim, classe 1962, ha percorso le strade di Johannesburg e Nairobi, Abidjan e Dakar, Kampala e altre capitali africane alla ricerca dei segni degli ultimi 65 anni di storia. Le città sono diventate via via le «testimoni silenziose dei flussi e dei riflussi dei cambiamenti politici, economici e sociali, e “museo” delle maggiori rivoluzioni nate in questi Paesi negli ultimi decenni», si legge in un comunicato sulla mostra, curata dalla direttrice artistica della Fondation, Agnès Sire. Tillim, che ha cominciato a lavorare per la stampa sudafricana negli anni ’80 e poi come freelance per le agenzie Reuters e France Presse, non rincorre sensazionalismi. Nei suoi scatti immortala gente comune e scene del quotidiano, all’interno di paesaggi urbani che raccontano diversi capitoli di storia, coloniale e postcoloniale (nella foto, «Union Avenue, Harare, Zimbabwe, 2016» ). I lavori di Tillim sono stati esposti alla Biennale di San Paolo nel 2006, a Documenta di Kassel nel 2007, con il famoso ciclo sulle prime elezioni democratiche nella Repubblica del Congo dopo anni di dittatura, e nella mostra collettiva itinerante «Africa Remix» che ha fatto tappa anche a Londra, Parigi e Tokyo tra il 2004 e il 2007. In Italia la sua prima retrospettiva si è tenuta al Macro di Roma a fine 2017. Alla mostra principale su Tillim si affianca la prima esposizione tematica della Fondation HCB dedicata alle sue collezioni, una delle principali novità rese possibili dagli spazi espositivi più ampi dei nuovi locali, rispetto alla precedente sede, più piccola, del quartiere di Montparnasse. Questa prima mostra temporanea di fotografie di Cartier-Bresson si intitola «La France. 1926-1938». Sono gli scatti di gioventù del celebre fotografo (1908-2004), che in quel periodo studiò la pittura con André Lhote, cominciò a frequentare i surrealisti e a praticare il cinema al fianco di Jean Renoir e scoprì la fotografia grazie a Gretchen e Peter Powell. Nel 1932 HCB acquistò la sua prima Leica e attraversò la Francia, in fase di grande trasformazione, sperimentando e formando un po’ alla volta il suo stile personale dell’«imaginaire d’après nature». 

Luana De Micco