Sono figlio di Brancusi

Gli straordinari esordi di Arnaldo Pomodoro

Fino al 13 giugno, in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, Tornabuoni Art Paris dedica una mostra allo scultore ultranovantenne, incentrata sul decennio iniziale della sua carriera, che va dal 1955 al 1965, esponendone oltre una quarantina di opere, tra cui diversi inediti. Luca Massimo Barbero ha curato il catalogo con ricco apparato iconografico e rari materiali d’archivio. Nel 1954 Pomodoro giunge dal Montefeltro a Milano, dove si inserisce nel fertile milieu culturale e riceve il generoso appoggio di Lucio Fontana e del gallerista Carlo Cardazzo. Nel 1956 espone alla Biennale di Venezia e l’anno dopo è a Parigi, dove conosce Georges Mathieu e Alberto Giacometti. Di questo periodo, gli anni tra il  1955 e il 1960, sono mostrate alcune opere fondamentali: bassorilievi in argento, piombo e bronzo, lavorati da una fitta trama di segni leggeri e ritmici, nodi, punti e fili. Spicca la celebre serie delle «Tavole». Nel 1959 Pomodoro è in America e tempo dopo stringe un contratto con la Marlborough Gallery, che segna la sua ascesa statunitense. Nel corso di ripetuti soggiorni e di contratti per l’insegnamento nelle università, conosce Louise Nevelson e David Smith; ma è al MoMA che ha la rivelazione dell’opera di Brancusi, tanto che in seguito sosterrà: «Senza Brancusi non sarei mai nato. Con lui la forma viene progressivamente distrutta, ma si legge ancora. È un miracolo di equilibrio tra il vedere e la cecità». 

È poi negli anni Sessanta che Arnaldo Pomodoro affronta il volume e in particolare la contrapposizione formale tra la levigata perfezione della forma geometrica e la caotica complessità dell’interno, quasi un’anatomia della forma, caratteristica di tutta la sua successiva ricerca. Nel 1963 vince il Premio Internazionale per la Scultura alla Biennale di San Paolo (Brasile). Nel 1964 una sala personale alla Biennale di Venezia gli fa ottenere il Premio Nazionale di Scultura. 

Il percorso della mostra si conclude con alcune opere eseguite tra gli anni Settanta e il 2010: i cicli delle «Aste cielari», delle «Stele» e dei «Continuum».

Francesca Romana Morelli