Ritornanti di bronzo

Pieve di Cento (Bo). Al MAGI ’900, fino al 13 luglio, la mostra «De Chirico oltre il quadro. Manichini e miti nella scultura metafisica» presenta 19 sculture in bronzo di Giorgio de Chirico, da poco entrate nella collezione permanente del Museo, in uno speciale allestimento curato da Valeria Tassinari che unisce le sculture e un gesso preparatorio a dipinti, disegni, grafiche e due edizioni illustrate dell’Apocalisse di Giovanni e ai pannelli luminosi provenienti dal Museo Documentario della Metafisica di Ferrara, pionieristico museo «virtuale» ideato da Franco Farina nei primi anni 1980 e oggi non più esistente. L’incontro di de Chirico con la scultura avvenne solo in età matura, intorno al 1940, e la sua produzione scultorea, benché meno nota di quella pittorica, è altrettanto evocativa dei soggetti che hanno dominato la sua poetica, grazie ai manichini e alla persistenza del mito e della memoria dell’antico. Tra le opere esposte ricorrono perciò alcune figure chiave dell’immaginario dechirichiano, come gli Archeologi, i Trovatori (nella foto un esemplare in bronzo lucidato, tratto da gesso originale del 1970, h 51 cm, es. V/VII), i Manichini coloniali, le Muse, i Cavalli, temi dei quali vengono presentate diverse varianti, offrendo una visione mirata della scultura metafisica. 

G.P.M.