Profeti del bello

Con «Les Nabis et le décor», il Musée du Luxembourg analizza per la prima volta il ruolo da pionieri che i pittori Nabis svolsero nella nascita delle arti decorative moderne. Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, il gruppo contò tra i suoi membri Pierre Bonnard, Maurice Denis, Edouard Vuillard o ancora Félix Vallotton. Artisti che si erano posti l’obiettivo di abbattere la divisione tra belle arti e arti applicate, sulla scia della corrente inglese Arts & Craft, e che quindi fecero delle arti decorative uno dei loro settori di predilezione sin dalla nascita del movimento, fissata al 1888, anno in cui Paul Sérusier dipinse «Il Talismano» (il Musée d’Orsay gli dedica una mostra fino al 2 giugno; cfr. n. 393, gen. ’19, «Il Giornale delle Mostre», p. 18). La mostr a del Musée du Luxembourg, visitabile sino al 30 giugno, è curata da Isabelle Cahn, conservatrice al d’Orsay, e da Guy Cogeval, ex direttore dello stesso museo e ora direttore del Centre d’études des Nabis et du Symbolisme di Parigi. Il museo, con prestiti dal Pola Museum of Art di Kanagawa, dalla National Gallery di Washington e dal parigino d’Orsay, espone i lavori di 13 artisti che, spiega il curatore, «hanno difeso il legame diretto tra arte e vita permettendo di introdurre la Bellezza nel quotidiano». Spazio dunque ad arazzi, paraventi, ventagli, vetrate e ai decori per interni realizzati dai Nabis su commissione. Nella foto, «Le corsage rayé» di Edouard Vuillard. 

Luana De Micco