Martiri e balli per i 10 anni del Munda

L’Aquila. Il san Sebastiano in legno dipinto opera di Silvestro dell’Aquila (1450-1504) ha il perizoma bianco e risale al 1478: è di casa al Munda-Museo Nazionale d’Abruzzo e fino al 26 maggio lo confronta, quale compagno temporaneo, il medesimo santo scolpito da Saturnino Gatti (1463 ca-1518 ca; nella foto), opera lignea del 1517 ca e con il perizoma rosa scalpellato. La coppia è accompagnata da un fascicolo della prima stesura di «Le Martyre de Saint Sébastien», mistero in 5 atti di Gabriele D’Annunzio musicato da Claude Debussy. L’appuntamento, ideato dalla direttrice del Polo Museale d’Abruzzo Lucia Arbace, è la prima iniziativa al Munda per i dieci anni dal terremoto cui segue, dal 30 maggio al 21 luglio, una mostra tra arte e antropologia: «Balli d’Amore / Tarantella e saltarello tra colto e popolare», curata da Lucia Arbace e Francesco Giovanni Maria Stoppa, con opere di autori settecenteschi come Pietro Fabris e Angelica Kaufmann o dell’800 come Pasquale Celommi e Saverio Altamura. Il Munda ha nel frattempo varato la card «L’Aquila città d’arte» (prezzi dai 10 ai 50 euro): permette ingressi illimitati nel museo nel 2019 e riduzioni nei luoghi gestiti dal Polo Museale.

Stefano Miliani