La fotografia è donna

La terza edizione di Brescia Photo Festival invade la città

Brescia. Alla sua terza edizione, intitolata «Donne», Brescia Photo Festival, diretto da Renato Corsini, si rinnova con l’intento di proiettarsi sulla scena internazionale. Dal 2 al 5 maggio, con il Festival, promosso da Comune, Fondazione Brescia Musei (con il nuovo direttore Stefano Karadjov) e Ma.Co.f.-Centro della Fotografia Italiana, ma poi fino alla fine dell’estate con le mostre (in prevalenza inedite), si assiste a un’autentica «occupazione» della città e di località vicine da parte della fotografia e dei suoi autori più significativi. Otto le mostre presentate, fino all’8 settembre, dal Museo di Santa Giulia, riunite sotto il titolo «Da Man Ray a Vanessa Beecroft». Tre sono dedicate al rapporto, attivo e passivo, tra donne e fotografia: in «Donne davanti l’obiettivo», 110 scatti di maestri dall’800 ad oggi (E.J. Bellocq, Man Ray, Francesca Woodman, Mapplethorpe, Newton e altri) rileggono il nudo femminile; in «Donne dietro l’obiettivo», dalla collezione Donata Pizzi, la prospettiva s’inverte e, in 100 immagini, si presenta lo sguardo di Agosti, Ballo Charmet, Battaglia, Carmi, Catalano e altre. In «Autoritratto al femminile» sono 50 gli (auto)scatti di De Pietri, Florence Henry e Schneemann, tra le altre. Due le monografiche, entrambe dalla collezione di Massimo Minini, in anteprima italiana: 25 immagini di «Julia Margaret Cameron», famosa ritrattista vittoriana, e 30 ritratti di protagonisti del ‘900 internazionale in «Elisabetta Catalano. I ritratti dell’arte». In prima per l’Italia è anche «Mihaela Noroc. The Atlas of Beauty»: 48 immagini (su 2mila, ad oggi) scattate nel mondo intero, in cerca di un concetto di bellezza di segno multiculturale. Infine, due progetti speciali, One-Off: nella sala della «Vittoria alata», l’omaggio alla «Dea» di Maurizio Galimberti e, in San Salvatore, il famoso scatto «Madonna with twins VBSS.002» di Vanessa Beecroft. Un progetto One-Off è anche nella Pinacoteca Tosio Martinengo (fino all’8 settembre), con Sophia Loren interpretata da Tazio Secchiaroli come una Madonna, a confronto con i dipinti sacri del Museo. Quattro le mostre al Ma.Co.F., in Palazzo Martinengo Colleoni (fino al 31 luglio): «Happy Years. Sorrisi e malizie nel mito di Betty Page e nel mondo delle pin up» (30 fotografie vintage anni ’50 di Paola Claw); «Una, nessuna, centomila», dove si rilegge il lavoro di 10 fotografe italiane (tra cui Bolognesi, Campagnano, Calvenzi) sugli stereotipi del femminile, e «La rivoluzione silenziosa. Donne e lavoro nell’Italia che cambia», con 70 immagini dal neorealismo ad oggi (di Garolla, Lucas, Lotti, Mattioli, Migliori, Orsi, Scianna e altri). E un omaggio al fotografo bresciano Gian Butturini. Durante il Festival nella metropolitana, e poi, fino al 14 luglio, in Spazio Contemporaneo (dove si tiene anche «Plurale al femminile», con immagini di Street Photography di Laura Bergami e Anna Peroni scattate durante il Festival) è presentato «Belle dentro. Il carcere femminile», portfolio inedito realizzato da Renato Corsini nel carcere bresciano, mentre il Museo Lechi di Montichiari mette a confronto, fino al 15 settembre, la fotografia «di cinema» americana e italiana dagli anni ’30 ai ’50 in «Hollywood vs Cinecittà», e Palazzo Todeschini, a Desenzano del Garda, presenta fino al 28 luglio «Miss Italia. Miti e leggende dell’era delle Miss». Per i numerosi eventi, www.bresciaphotofestival.it.

Ada Masoero