Imago Urbis

In due secoli di foto i cambiamenti della Capitale

Nato nel 1930, in gran ritardo rispetto alle altre capitali europee, il Museo di Roma da subito ha avuto nel nucleo fondante del suo Archivio fotografico una delle raccolte più interessanti. Oggi le sue collezioni consistono in 30mila positivi e 50mila negativi datati dal 1845 a oggi. In questo sterminato marpatrimonio hanno pescato Flavia Pesci e Simonetta Tozzi, le curatrici della mostra «Roma nella camera oscura» a Palazzo Braschi fino al 22 settembre. Circa 320 le immagini scelte, suddivise in nove sezioni che, dagli albori della fotografia, in cui lo «specchio dotato di memoria» secondo una celebre definizione dell’epoca, passa per il legame tra fotografia e documentazione archeologica, la Roma centro della cristianità, la presenza dell’acqua con il fiume e le fontane monumentali, il patrimonio di parchi e giardini, la nuova capitale dai primi piani regolatori alla città moderna. Alla vita sociale della città è dedicato un unico capitolo, forse troppo poco, e mancano completamente la politica e le lotte che pure segnarono la città. Indovinata la scelta, per gli anni più vicini a noi, della commissione del 1990 di immagini dei rioni storici della città, negli scatti di Basilico, Ghirri, Cresci, Guidi, Bossaglia, Chiaramonte e Koch) e le performance di Joseph Beuys del 1981, ripresa da Mario Carbone, e di Keith Haring del 1984, da Stefano Fontebasso De Martino. Da menzionare anche i negativi su lastre retroilluminate e, al piano terra, la bella selezione dei ritratti, con opere attribuite a Primoli e Michetti, un giovane in costume orientale di von Gloeden, studi di artisti tra cui quello di Fortuny, tableaux vivants e immagini del Carnevale romano. Il catalogo è edito da De Luca). 

Sempre a Palazzo Braschi, quasi a integrare la mostra con la produzione post Duemila, «Fotografi a Roma. Commissione Roma 2003-2017» espone fino al 16 giugno 100 immagini di autori scelti nelle 15 edizioni del Festival di fotografia di Roma, diretto da Marco Delogu, per un ritratto della città, pure oggi nell’Archivio fotografico: si tratta di Koudelka, Barbieri, Petersen, Parr, Iturbide, Basilico, Tillim, Papageorge, Soth, Ventura, Davis, Delogu, Pellegrin, Schink, Ballen, Rafman, Roberts, Hampton, a cui si aggiungono Bogren e Fiorenza. Da segnalare in coda, fino al 22 settembre alla Centrale Montemartini, anche i «Volti di Roma» antica di Luigi Spina, 37 ritratti in marmo o travertino di età repubblicana e imperiale dalle raccolte capitoline.

F.C.G.