I nove imprinting di Paolini

Torino. Fino al 10 giugno la Noire Gallery ospita le mostre «Promemoria» di Giulio Paolini e «Glyphs» di Nika Neelova. La prima è una celebrazione dell’arte e dei suoi strumenti, una riflessione sull’enigma dell’atto creativo. La mostra prende il titolo dal libro d’artista pubblicato da Noire Edition, di cui sono stati realizzati cinquanta esemplari. Ciascuna delle 9 tavole  di «Promemoria» è dedicata a un personaggio caro all’autore, immaginato e ritratto come se si trovasse all’interno di una sala del Castello di Rivoli. I protagonisti sono alcuni dei grandi intellettuali del ’900 con i quali l’artista è entrato in contatto; una vicinanza reale, immaginaria o avvenuta per affinità di pensiero. Luigi Pirandello è il primo a essere evocato, in quanto figura ispiratrice di un progetto espositivo del 1963 (mai realizzato) dal titolo «Ipotesi per una mostra». Seguono in ordine di apparizione Raymond Roussel, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Giorgio de Chirico (nella foto), Italo Calvino, Salvador Dalí e Fernando Pessoa. Ad accompagnare queste «nove apparizioni, visioni memorabili» è esposta una selezione di lavori realizzati nel corso di quarant’anni: la più recente è «Niente e subito» (2006), opera in cui matita e foglio, elementi fondamentali per la creazione artistica, sono sospesi nell’attesa di mettersi in contatto. Al piano terra della galleria espone Nika Neelova, in una mostra a cura di Domenico de Chirico. L’artista russa (1987, vive a Londra) spesso utilizza materiali architettonici recuperati da ambienti vissuti, come per la serie «Lemniscate», di cui sono presenti in mostra tre esemplari. Si tratta di grandi opere scultoree, realizzate modellando corrimani in legno, entrati in contatto con il Dna di una moltitudine di mani che li hanno sfiorati.

Carlotta De Volpi