Furor sironiano

Sono rari gli artisti che possono vantare un rapporto quantità-qualità pari a quello di Mario Sironi (1885-1961). I biografi concordano su un carattere malinconico alimentato da un incessante furor creativo: di qui la possibilità di diffonderne l’opera in sempre più numerose rassegne. Brun Fine Art propone fino al 24 maggio «Mario Sironi. Sign & colours», con 71 opere (tempere, disegni, studi preparatori), dai progetti per grandi pitture murali a illustrazioni, ma non mancano oli e collage da considerarsi quali opere autonome. Organizzata in collaborazione con l’Associazione per il patrocinio e la promozione della figura e dell’opera di Mario Sironi, la rassegna riunisce lavori dal 1915-18 (con un autoritratto durante la Grande Guerra) agli anni ’40. In Italia, sino al 31 maggio, «Mario Sironi. Il volto austero della pittura» riunisce a Palazzo Creberg di Bergamo opere di proprietà della Fondazione Credito Bergamasco-Banco Bpm (nella foto, «Due figure») integrate da altre provenienti da collezioni private. Il Martin von Wagner Museum der Universität di Würzburg, infine, annuncia dal 20 novembre 2020 al 21 febbraio 2021 una rassegna sui paesaggi di Sironi. A tutte e tre le mostre collabora la Galleria Cinquantasei di Bologna.

R.A.