«Flamencos» del V&A

La Coruña (Spagna). Rembrandt, Rubens, Van Dyck e Brueghel il Vecchio sono alcuni degli artisti presenti nella mostra «Trazos maestros: dibujos holandeses y flamencos del Victoria & Albert Museum» (Linee maestre: disegni olandesi e fiamminghi del Victoria & Albert Museum) che la Fundación Barrié di La Coruña accoglie fino al 23 giugno. Dopo la première a Londra e la presentazione negli Stati Uniti, quella del Museo Barrié è la prima uscita europea della mostra che coincide con il 350mo anniversario della morte di Rembrandt e il 450mo della morte di Pieter Brueghel il Vecchio. La rassegna curata da Louise Cooling comprende 90 opere dal Cinque all’Ottocento appartenenti alla collezione del V&A, che annovera oltre 700 disegni olandesi e fiamminghi. La mostra è il coronamento dello studio ultradecennale condotto su quel vasto corpus da Sir Christopher White, già direttore dell’Ashmolean di Oxford, e da Jane Shoaf Turner, capo del Rijksprentkabinett di Amsterdam, volto a catalogare i disegni. Il percorso espositivo si compone di cinque sezioni dedicate ai ritratti, ai paesaggi, alla religione, alla mitologia. Ci sono anche scene di genere, studi botanici e della figura umana, oltre a disegni di vetrate, tappeti e incisioni. L’allestimento, sottolinea la curatrice, mira a evidenziare sia i contrasti che le similitudini tra lo stile e le tecniche degli artisti che lavoravano a nord e a sud dei Paesi Bassi nel periodo in esame. Una delle sezioni più importanti è dedicata ai temi religiosi, mitologici e allegorici, con disegni di Rembrandt e Van Dyck, che rappresentano i contrasti religiosi tra la Repubblica protestante dei Paesi Bassi e la Controriforma cattolica. Tra le opere più rilevanti, il primo disegno preparatorio di Van Dyck per il Cristo coronato di spine conservato nel Kaiser Friedrich Museum di Berlino fino alla sua distruzione durante la seconda guerra mondiale (nella foto).

Roberta Bosco