Voglio entrare in camera tua

New York, San Francisco, Minneapolis, Berlino, Düsseldorf. A poco più di dieci anni dal successo di Sleeping by the Mississippi, il primo libro pubblicato nel 2004 che lo impone alla scena internazionale, e subito dopo «Gathered Leaves», la retrospettiva che nel 2015 riunisce i suoi quattro più importanti progetti americani, Alec Soth sente il bisogno di fermarsi a ripensare il proprio processo creativo, quello che gli ha guadagnato la fama di cantore del paesaggio americano e della sua gente, lungo una tradizione già percorsa da Walker Evans e Robert Frank. Così per oltre un anno smette di viaggiare e di fotografare persone, si limita a pochi scatti presi qua e là, intorno alla sua casa di Minneapolis, la città dove è nato nel 1969. Riesce persino a credere che la sua carriera si sia conclusa, finché nel 2017, durante una residenza artistica a San Francisco, l’allora 97enne coreografa Anna Halprin gli chiede di fotografarla nella sua casa (nella foto), e qui gli si riapre l’orizzonte, sente di essere tornato alla fotografia e di volerla riportare ai suoi elementi primari, «volevo semplicemente passare il tempo a guardare le altre persone». Comincia a spostarsi tra Stati Uniti, Europa, Regno Unito a ritrarre sconosciuti, ripresi nelle loro abitazioni, dentro gli spazi delle loro esistenze, a volte concentrandosi sugli interni. Posano per lui artisti, scrittori, coreografi, gente incontrata in viaggio. I grandi formati a colori non indagano l’individuo attraverso nazionalità o appartenenza geografica, con questo progetto vuole solo «entrare nella camera di un’altra persona e guardare la fragile, enigmatica bellezza della vita di un altro». Mack Books ha pubblicato I Know How Furiously Your Heart Is Beating, il volume che raccoglie questa nuova serie, che ha come titolo l’ultimo verso di una poesia di Wallace Stevens. Nelle immagini il senso di solitudine, che percorre tutta l’opera di Soth, si arricchisce di un’intimità poetica che risente della relazione tra il fotografo e il soggetto, dove il primo cerca di trovarsi riflesso nell’esistenza del secondo. A celebrare l’uscita della monografia, quattro gallerie presentano il lavoro quasi in contemporanea: la Sean Gallery di New York (fino al 27 aprile); la Fraenkel Gallery di San Francisco (fino al’11 maggio); la Loock di Berlino (fino al 18 aprile); e la Weinstein Hammons di Minneapolis. Inoltre, fino al 7 luglio, al NRW Forum di Düsseldorf è in corso la doppia personale «Two Rivers: Joachim Brohm / Alec Soth», rispettivamente con «Ruhr» e «Sleeping by the Mississippi».

Chiara Coronelli