Un Novecento lungo tre anni

Vienna. Com’era davvero la Vienna di inizio ’900, e quale è stata la sua influenza nella storia del secolo scorso? Il Leopold Museum presenta «Vienna 1900, la nascita del Modernismo», una mostra di lunga durata (oltre tre anni) composta da prestiti provenienti da collezioni private austriache e internazionali, accanto a capolavori della collezione del museo. A metà tra esposizione temporanea e nuovo allestimento della collezione permanente, la mostra svela gli splendori e le contraddizioni della Vienna del primo Novecento: dalla nascita del movimento della Secessione alla fine della monarchia asburgica, l’esposizione ripercorre l’esplosione culturale che diede i natali al Modernismo. Non si omettono anche i lati oscuri di quegli anni: la crescente tensione espressiva delle opere esposte riflette la crisi dell’individuo e la dissoluzione del sé, destinate a tradursi nelle catastrofi politiche. Organizzata su tre piani, la mostra dedica un’intera sezione alle meraviglie della Secessione (con opere di Gustav Klimt e Koloman Moser), durante la quale si sviluppò il concetto di opera d’arte universale, in tedesco «Gesamtkunstwerk». La mostra ripercorre anche la nascita dell’Astrattismo e della Nuova Oggettività, movimento nato in Germania negli anni ’20 ma che ebbe vasta eco in Austria. Grande spazio è consacrato all’Espressionismo viennese, con opere di Oskar Kokoschka e Egon Schiele: a un anno dal centenario della morte dell’artista austriaco «torturato» per eccellenza, la mostra presenta numerose sue opere (1890-1918), incluso un famoso autoritratto del 1910 (nella foto).

Bianca Bozzeda