Tra le pieghe sensuali

Le tre stagioni di Umberto Mariani

«La sensualità della piega. Cinquant’anni di Umberto Mariani» curata da Marco Meneguzzo, è allestita  dal 6 aprile al 16 giugno da Progettoarte-Elm (e dal 5 al 7 aprile al Miart) per festeggiare i cinquant’anni di carriera dell’artista milanese (1934). Il percorso lo segue perciò nelle tre stagioni fondamentali del suo lavoro («solo apparentemente lontane e diversificate» puntualizza il curatore) da quella Pop, tra la seconda metà degli ’60 e il 1974, al momento dell’«Alfabeto afono» (cui si dedica dal 1975 alla fine del decennio), fino alla fase della «piega», tuttora in corso e articolata a sua volta in due nuclei espressivi, in cui Mariani si esprime con opere di tela o piombo fittamente pieghettate e tridimensionali, caratterizzate da effetti di intensa sensualità. Se il momento «storico» del Pop è protagonista dello stand al Miart, una scelta di opere dei due periodi successivi è invece esposta in galleria. Filo conduttore, ovunque, la piega: una presenza costante nella storia della pittura (si pensi agli studi di panneggio degli antichi maestri) ma lungamente trascurata e relegata a elemento accessorio e marginale, che nel lavoro di Mariani diventa invece protagonista, con il suo portato d’immediata riconoscibilità. A corredo della mostra, un catalogo bilingue di Progettoarte-Elm con un testo del curatore, le immagini di tutte le opere esposte e apparati bio-bibliografici aggiornati.

Ada Masoero