Scena madre

Nato a Karl-Marx-Stadt (oggi Chemnitz) nel 1979, Andreas Mühe si è fatto apprezzare dal pubblico internazionale per le sue opere di fotografia e scultura che indagano sul conflitto fra attualità e passato del popolo tedesco e il tema dell’identità. Attraverso un complesso processo di produzione, i ritratti analogici vengono trasposti in gruppi plastici e messi in scena come sul palco di un teatro, un ambito al quale l’artista è biograficamente legato, in quanto figlio di Annegret Hahn, famosa direttrice artistica in Germania, e Ulrich Mühe, altrettanto noto attore di prosa. I due genitori sono, insieme ad altri stretti congiunti vivi e defunti, i soggetti prediletti di questo progetto intitolato «Andreas Mühe Mischpoche» ospitato dalla Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart dal 26 aprile all’11 agosto. Le foto storiche di famiglia vengono replicate in sculture incredibilmente realistiche, attrici tridimensionali sulla scena su cui compongono interessanti coreografie. Il piccolo spaccato dei due clan Hahn-Mühe diventa quintessenza di una nazione, delle sue vicende storiche, di un passato condiviso con altri milioni di persone. È un’esplorazione psicologica molto personale, tuttavia facilmente trasferibile sotto i riflettori, cui la famiglia d’origine è da sempre professionalmente avvezza, diventando paradigma sociale. Mühe gioca con la fotografia, mettendone sapientemente in evidenza la duplice essenza di strumento per catturare la verità e punto di partenza per costruire e mettere in scena dell’altro. Nella foto, «Vater», 2017.