Milano decolla e Miart vola

È difficile, nella storia delle fiere italiane, trovare paragoni recenti con l’edizione 2019 di Miart, che si svolge dal 5 al 7 aprile nel padiglione 3 di fieramilanocity con la partecipazione di 186 gallerie. Diretta da Alessandro Rabottini, che ha ereditato la direzione da Vincenzo de Bellis (cfr. intervista nello scorso numero di «Vernissage»), quella che nel panorama italiano era una delle fiere più deboli negli ultimi anni ha ampiamente colmato il gap, diventando uno dei più importanti appuntamenti per l’arte moderna e contemporanea. Spinta anche dal vento favorevole che spira su una Milano rilanciata a tutti i livelli, ma rinata grazie all’impegno di alcuni dei principali galleristi di una città che affianca la fiera con una vivace programmazione espositiva, Miart sfoggia quest’anno un parterre internazionale costellato da nomi di gallerie quali Thaddaeus Ropac, Marian Goodman, Hauser & Wirth, Corvi-Mora, Lelong, Barbara Gladstone e Cabinet, ma ha esercitato la sua attrazione anche nei confronti di Tucci Russo, uno dei «padri fondatori» di Artissima, considerata la più temibile concorrente.