Messaggi esplosivi

Girato in soli dodici giorni a dicembre 2014 a Berlino, dove l’artista risiede e lavora da vent’anni, «Manifesto» del 54enne artista e videomaker tedesco Julian Rosefeldt approda sino al 22 aprile a Palazzo delle Esposizioni. Si tratta di una gigantesca videoinstallazione su 13 schermi (nella foto una scena) che rielabora la tradizione novecentesca dei manifesti artistici, un lavoro complesso, anche dal punto di vista sonoro, per il quale gli spazi del piano nobile del palazzo sono stati completamente ridisegnati da Rosefeldt. Ogni schermo riporta il grido di una generazione e le sue istanze culturali: scritti di futuristi, dadaisti, Fluxus, suprematisti, situazionisti, Dogma 95 e altri collettivi e movimenti, che si intrecciano alle riflessioni individuali di artisti, poeti, performer e filmaker come Kazimir Malevic, Elaine Sturtevant, Sol LeWitt, Claes Oldenburg, Mierle Laderman Ukeles, André Breton, Bruno Taut, Lebbeus Woods, Yvonne Rainer e Jim Jarmusch. Rosefeldt ha raccolto e rielaborato tutto il materiale in 13 grandi collage, producendo una serie di monologhi interpretati dall’attrice Cate Blanchett che, nei panni di volta in volta di insegnante, burattinaia, giornalista televisiva, operaia, senzatetto ecc., spiazza, disloca, mette alla prova la tenuta di quelle parole e manifesti, ambientandoli in contesti inattesi. Perché, come scrivono Anna-Catharina Gebbers e Udo Kittelmann, «l’obiettivo di un manifesto, dopo tutto, è demolire le visioni tradizionali con una forza esplosiva. I manifesti invocano la rivoluzione e annunciano nuove ere», e questo vale anche per il lavoro di Rosefeldt.

F.C.G.