In 150 nel Grand Palais

Per la 21ma edizione di Art Paris, dal 4 al 7 aprile, sono 150 le gallerie d’arte moderna e contemporanea ospitate sotto la volta vetrata del Grand Palais, che si prepara a chiudere per lavori, a partire dal 2020. Tra gli espositori figurano alcune gallerie italiane. Da Roma arrivano Francesca Antonini, che espone i lavori di Simone Cametti, Sabrina Casadei e Gugliemo Castelli; ILEX Gallery con i lavori di Giovanni Cocco, Silvia Codignola e Nathalie Daoust; Matèria, che presenta Giulia Marchi e Marta Mancini; e la galleria Anna Marra, che allestisce opere di Veronica Botticelli, Saul Melman e Daniel Rich. Di Milano è la Galleria Rubin che porta i lavori di William Congdon. È presente inoltre Wunderkammern, con sedi a Roma e Milano, che rappresenta Blek le Rat e Thomas Canto. Quest’anno la rassegna rende omaggio all’arte al femminile e, in collaborazione con l’associazione Aware (Archives of Women Artists, Research and Exhibitions), valorizza i progetti di 25 artiste rappresentate dalle gallerie partecipanti, come Oda Jaune (Templon), Laure Prouvost, Shirley Jaffe e Valérie Belin (Nathalie Obadia), Martine Aballéa (Dilecta) e Ester Ferre (Laura Vincy). L’altro tema di questa edizione è la scena artistica dell’America Latina dal 1960 ad oggi. «Etoile du sud» è un percorso attraverso una ventina di gallerie, che presentano i lavori di 60 artisti argentini, brasiliani, cileni o colombiani. Un’opera della messicana Betsabée Romero (Galleria Saro León) accoglie i visitatori all’ingresso del Grand Palais. È inoltre esposta una selezione di opere, tutte di artiste latinoamericane interessate ai temi dell’ecologia e dell’identità, della collezione di Catherine Petitgas. Tra queste, le brasiliane Maria Nepomuceno e Beatriz Milhazes, le colombiane Liliana Angulo e Beatriz González e le venezuelane Lucia Pizzani e Sol Calero. Nella foto, «Marionettist» (2018) di Ulla von Brandenburg, presentata dalla galleria Art Concept.