Il partyto politico

Dal 15 aprile al 19 luglio Francesco Vezzoli è alla Fondazione Giuliani con «Party Politics», una mostra sul fenomeno della penetrazione della politica nello spettacolo e dello spettacolo nella politica. Party significa infatti sia partito che festa. Il periodo preso in esame, sono gli anni ’80 e primi ’90. Il materiale è tratto da archivi fotografici di testate giornalistiche, scatti soprattutto di paparazzi. I soggetti fanno parte di una stagione conchiusa della storia politica italiana, che per la prima volta guardava all’audience: Bettino Craxi, Iva Zanicchi, Enzo Biagi, Beppe Grillo, Andreotti ospite di Raffaella Carrà, Berlusconi che alza il pugno (con guanto da boxe) di Sylvester Stallone, Cicciolina che entra in Parlamento (era il 1985), e poi Sandra Milo (nella foto con Sandro Pertini nel 1984), Sophia Loren, il filosofo Massimo Cacciari e il regista di film erotici Tinto Brass. Le foto, riprodotte in grandi dimensioni e corredate di fastose cornici barocche, sono impreziosite da ricami a piccolo punto, tra cui lacrime imperlate d’oro o d’argento. L’allestimento perseguirà un principio narrativo: le immagini articoleranno un discorso, alcune saranno assemblate per gruppi tematici, altre dialogheranno con rimandi mai palesemente dichiarati, perché velati di glamour e ironico distacco. La presa di posizione dell’artista non è affermata, il suo rapporto con i temi è, come sempre, volutamente ambiguo. Fa parlare infatti il giornalista Filippo Ceccarelli, invitato a comporre lunghe didascalie esplicative che faranno parte integrante delle opere.

Guglielmo Gigliotti