I vanti di Montevarchi

Montevarchi (Ar). Fino al 28 aprile al Palazzo del Podestà (finito di restaurare nel febbraio 2017), la mostra «Botticelli, Della Robbia, Cigoli. Montevarchi alla riscoperta del suo patrimonio artistico» permette di ricostruire il tessuto socio-culturale della città attraverso le importanti committenze per gli enti religiosi, dal ’400 alla fine del ’700. Ideata dal direttore artistico del Museo di Arte Sacra della Collegiata di San Lorenzo, Luca Canonici, curata da Bruno Santi, Lucia Bencistà e Felicia Rotundo e realizzata in collaborazione con la Soprintendenza per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo, la mostra ha come ospite d’onore l’«Incoronazione della Vergine e santi» di Sandro Botticelli (nella foto), grande tavola, dipinta tra il 1498 e il 1508 per l’altare maggiore della chiesa francescana di San Ludovico, trafugata al tempo delle soppressioni napoleoniche e oggi custodita a Villa La Quiete a Firenze. Tra i ritorni più notevoli alcuni dipinti dei protagonisti del ’600 fiorentino: il «Beato Felice da Cantalice che riceve il Bambino Gesù dalle mani della Vergine» di Jacopo Vignali, in origine per il Convento dei Frati Cappuccini di Montevarchi (ora nel convento di Montughi), ma anche la «Resurrezione di Cristo» del Cigoli firmata e datata 1591, la «Natività della Vergine» di Santi di Tito e il «Miracolo della mula» (1632) del raffinato Giovanni Martinelli, nato proprio a Montevarchi nel 1600.

L.L.