Homo universalis

Venezia. Nel diluvio di iniziative volte a celebrare in Italia e in Europa il quinto centenario della morte di Leonardo, le Gallerie dell’Accademia dal 17 aprile al 14 luglio calano il loro asso. All’istituzione veneziana appartiene infatti l’«Uomo Vitruviano», pervenutole nel 1822 grazie al lascito di Giuseppe Bossi. Un foglio che è la quintessenza, estetica e filosofica, del genio leonardesco, per la qualità del disegno e per la congiunzione di microcosmo e macrocosmo che ne fa una sintesi del pensiero rinascimentale, come esplicitato dal titolo della mostra: «L’uomo è il modello del mondo». O meglio ancora dell’Universo. L’evento è a cura di Valeria Poletto, attuale direttrice del Gabinetto dei Disegni delle Gallerie, affiancata da Annalisa Perissa. Al capolavoro leonardiano, isolato e posto in bell’evidenza, fanno da corona gli studi anatomici e sulla proporzione del 1489-90 in prestito dalla Royal Collection del Castello di Windsor. Proviene invece dalla Pierpoint Morgan Library di New York il Codice Huygens, in cinque volumi, databile intorno alla metà del XVI secolo. Se il quinto volume del Codice è un trattato sulla prospettiva, particolarmente prezioso si rivela il quarto dove sono riprodotti disegni nel frattempo andati perduti. Contestualmente saranno esposti anche tutti gli altri 25 disegni di Leonardo appartenenti alle Gallerie, il corpus più numeroso in Italia. Tra questi un foglio preparatorio del dipinto con Sant’Anna del Louvre e ancora motivi botanici, di meccanica e armi, oltre a un abbozzo relativo alla perduta «Battaglia di Anghiari» («Due combattimenti tra fanti e cavalieri», databile al 1503-4, nella foto), che costituisce il trait d’union con la contemporanea mostra a Torino. 

Lidia Panzeri