Fiabe arabo-tedesche

Una mostra assai curiosa, «Cinderella, Sindbad & Sinuhe: tradizioni narrative arabo-tedesche» al Neues Museum dal 18 aprile al 18 agosto, mira a incoraggiare il dialogo fra diverse culture in un’epoca in cui i dibattiti politico-sociali vogliono solo linee di demarcazione fra i popoli. L’ha resa possibile la collaborazione tra Ägyptisches Museum und Papyrussammlung dei Musei Statali di Berlino con la giovane Accademia arabo-tedesca delle Scienze e delle Discipline umanistiche. Si punta a combattere il pregiudizio facendo breccia sul grande pubblico con temi noti, cari a tutti, come ad esempio le fiabe, cercando e spiegando le molte affinità fra le culture che le hanno prodotte seppur distanti fra loro nello spazio e nel tempo. Si parte dagli inizi della storia scritta e dai ricordi dell’infanzia, ovvero si espongono i primi, preziosi documenti scritti di fiabe e leggende giunti fino a noi da Mesopotamia e Antico Egitto; li si mettono l’uno a fianco dell’altro in uno dei musei d’arte antica più belli del mondo e si rendono palesi somiglianze e affinità più tenaci dei secoli e dei chilometri. Si inizia coi testi mitici tramandati con adattamenti e interpretazioni diverse da scrittori di tutte le ere, fino a Goethe e ai Fratelli Grimm. Per la prima volta vengono mostrati insieme in Germania capolavori come il papiro egizio con la cosiddetta «Storia di Sinuhe» (Medio Regno), i quattro della «Storia dell’Oasita eloquente», la versione più antica della «Storia di Ahikar» da Elefantina (apocrifo dell’Antico Testamento; nella foto, lettera di Yedoniah, Papiro di Elefantina, V secolo a.C.) e il manoscritto inedito «Taghribat Bani Hilal», patrimonio dell’Unesco, accanto a rare edizioni originali de «Le Mille e Una Notte» e molto altro ancora.