Diluire per guarire

Fino al 20 aprile, Magazzino presenta la prima personale a Roma del duo Domenico Mangano e Marieke van Rooy. Curata da Lorenzo Benedetti, «When the Whistle Glares» trae il titolo dal film, ultimo di una trilogia, presentato in questa occasione insieme a otto sculture in ceramica (nella foto, «Argonaut 2», 2018). «La mostra è il capitolo conclusivo di “The Dilution Project”, focalizzato su un esperimento radicale condotto dallo psicoterapeuta Carel Muller sulla cura delle malattie mentali negli anni Settanta in Olanda e incardinato sul concetto utopistico di “diluizione”, ovvero di avvicinare persone sane e malati di mente, per superare i crescenti fenomeni di polarizzazione e gerarchizzazione nella società del tempo, spiega Mauro Nicoletti, titolare della galleria. Quegli studi rientravano nel movimento dell’antipsichiatria sviluppatosi negli stessi anni in Europa, e si avvicinavano ai cambiamenti avanzati dallo psichiatra Franco Basaglia. Il progetto è stato sviluppato nel corso di due residenze d’artista in Olanda e l’ultima in una clinica psichiatrica nell’isola di Curaçao nelle Antille Olandesi, dove sono nate le opere in mostra». Il film si focalizza sugli artisti, sui pazienti della clinica e sugli studenti della scuola d’arte Instituto Buena Bista che convivono nella stessa zona, poi si sofferma su colori, suoni, sensazioni tipici dei Caraibi ma dal punto di vista anomalo e perturbante dei malati di mente. Nati come duo nel 2014, il palermitano Domenico Mangano (1976) e l’olandese Marieke van Rooy (1974) si sono voluti chiedere se il concetto di diluizione sia un metodo applicabile anche nella nostra società, sempre più polarizzata a causa di forme di diseguaglianza.

F.R.M.