Cortona first

Cortona (Ar). Incaricato nel 1738 dal re di Napoli di curare le collezioni farnesiane e di sovrintendere agli scavi di Ercolano, Marcello Venuti è celebrato da una mostra che lega due importanti realtà archeologiche, il Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona (Maec), Accademia di cui Venuti fu, nel 1727, uno dei fondatori, e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann): «1738. La scoperta di Ercolano. Marcello Venuti politica e cultura tra Napoli e Cortona». La mostra allestita al Maec fino al primo giugno segue attraverso documenti, reperti di scavo, tra cui un pregevole nucleo di bronzetti ercolanesi provenienti dal Mann (nella foto busto in bronzo di Eracle dalla Villa dei Papiri, I secolo d.C.) e opere d’arte settecentesca, dipinti e sculture (tra cui busti che immortalano Venuti), la vita di Marcello, esponente della nobiltà cortonese. Siamo così calati, sullo sfondo delle vicende storiche della prima metà del XVIII secolo, dense di intrecci politici e diplomatici, nel clima che vide nascere e svilupparsi gli studi di antichistica e di antiquaria, ed ebbe protagoniste proprio Cortona e Napoli. Una sezione si concentra su Venuti a Napoli (1734-40), prima come responsabile e diretto ordinatore delle raccolte farnesiane, poi scopritore, sotto la città di Resina, dei resti di Ercolano, distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. A causa delle troppe pressioni a corte e dei nemici, nonostante l’appoggio del ministro del re, Bernardo Tanucci (suo insegnante a Pisa), Venuti lascia Napoli per far rientro a Cortona, dove si dedicherà alacremente all’Accademia, al Museo e alla Biblioteca, attraendo in città personalità della cultura europea del tempo, poiché grande era divenuta la sua fama oltre i confini. La personale vendetta nei confronti del re, Marcello la compie però pubblicando per primo le relazioni su quegli scavi, allora tenuti in gran segreto, e facendo realizzare una pittura, fatta passare per antica, ispirata agli affreschi di Ercolano ma eseguita su tavola in ardesia. Pittura che egli presenterà nel 1744 come rinvenuta a Cortona, decretando così a lungo il primato della città toscana, sola detentrice di una pittura da cavalletto, su Napoli e le città vesuviane.

Laura Lombardi