Caro Jules, Caro Anthony…

La galleria Templon dedica fino all’11 maggio una mostra all’«amicizia creativa» tra Anthony Caro e Jules Olitski. Il primo, scultore britannico (1924-2013), allievo di Henry Moore, è stato uno dei pionieri della scultura astratta. Il secondo, pittore americano di origine russa (1922-2007), trasferitosi a Parigi dopo la seconda guerra mondiale, è uno dei principali rappresentanti della Color Field Painting, nata a New York negli anni ’40. I due artisti si incontrarono agli inizi degli anni ’60 e dalla loro amicizia scaturirono  cinquant’anni di collaborazione artistica. In «Anthony Caro/Jules Olitski. The 70’s-80’s» la galleria espone una selezione di opere degli anni ’70 e ’80. Di Caro sono le sculture di grande formato, simili a bizzarre macchine industriali, in acciaio e metallo ossidato, che assemblano elementi metallici dipinti o mescolano rame e legno, come «Legend» del 1981-83 e «Barcelona Concert» del 1987. Di Olitski sono esposte grandi tele come «Third Heaven» del 1981 e «Directing Centers» del 1983, frutto delle sperimentazioni tecniche di quegli anni: l’artista cominciò a spalmare il colore aiutandosi con un tessuto o posandolo su dei rulli. Nella foto, Jules Olitski e Anthony Caro nel 1964 ca, a Shaftsbury, nel Vermont.