Arienti fiorisce

Il Complesso Museale Chiostri di Sant’Eustorgio, luogo denso di storia e di memoria, ospita opere di Stefano Arienti. Per la mostra intitolata «Fiori», curata da Angela Vettese, Arienti (Asola, Mantova, 1961) ha realizzato un lavoro inedito in cui rende omaggio al «Compianto sul Cristo morto» di Altobello Melone, conservato nel Museo dell’Arcivescovado ma ora eccezionalmente esposto dopo il restauro (fino al 5 maggio, quando terminerà anche la mostra di Arienti) nel Museo Diocesano. Al dipinto del pittore cinquecentesco il suo collega di oggi ha accostato un telo antipolvere su cui, con segni frammentari, ha ricalcato con inchiostro oro e argento alcuni tratti della composizione. Nel Cimitero paleocristiano, dove il percorso della mostra prende avvio, si può vedere invece una serie di tempere su carta raffiguranti fiori, in una riflessione sul culto cristiano dei morti. Proseguendo nella Sala Capitolare e nella Sagrestia Monumentale ci s’imbatte in tappeti, quasi monocromi per la tintura nera o rossa, e in personali rivisitazioni di opere celebri come i «Girasoli» e gli «Iris» di Van Gogh (nella foto), i cui nuovi fondi metallici rinviano alla pittura d’icone. Altre opere di Van Gogh e Renoir subiscono invece una mutazione grazie all’uso della plastilina e, nelle Cappelle Solariane, il «Corteo del Magi» di Michelino da Besozzo acquisisce nuove valenze grazie all’intervento di Arienti. 

Ad.M.