200 studi d’artista in 29 Paesi

Una ricognizione sull’arte giovane

La Fondation Cartier dà il via a una vasta programmazione incentrata sulla giovane generazione di artisti europei con la mostra «Le Metamorfosi», che si tiene dal 4 aprile al 16 giugno. Ne è curatore Thomas Delamarre, specialista d’arte contemporanea, che in un anno ha visitato 200 studi d’artista in 29 Paesi. Il risultato è questa mostra dall’impronta «transdisciplinare», con i lavori di 21 artisti di 16 Paesi, nati tra il 1980 e il 1994: «L’esposizione prende il titolo dalle molteplici metamorfosi che attraversano le produzioni di questi artisti, spiega il curatore. Le loro estetiche, spesso frammentate, rivelano un interesse per l’ibridazione, il collage, l’archeologia». 

Nella lista figura il duo di designer italiani Formafantasma, composto da Simone Farresin e Andrea Trimarchi, con studio ad Amsterdam, che crea oggetti di design a partire da scarti elettronici. 

Alcuni artisti si ispirano alla tradizione e al passato per realizzare opere radicalmente contemporanee, come i quadri «araldici» del belga Kasper Bosman. Il regista francese Jonathan Vinel si ispira al videogioco Grand Theft Auto V ambientato in una città immaginaria. Una pittura enigmatica dell’inglese George Rouy affianca i lavori densi di colore e materia dell’artista siriana, parigina d’adozione, Miryam Haddad. Alcuni, come il pittore greco Alexandros Vasmaulakis e lo scultore polacco Piotr Lakomy, hanno voluto realizzare opere in situ, su misura per la Fondation Cartier, e molti lavori sono inediti, come quelli del pittore inglese Charlie Billingham e del designer greco Kostas Lambridis. 

Luana De Micco