Van Hockney

L’artista inglese a confronto con Van Gogh

Amsterdam (Paesi Bassi). Sino al 26 maggio il Van Gogh Museum presenta «Hockney-Van Gogh: la gioia della natura». La mostra sottolinea l’influenza del genio visionario postimpressionista, sull’opera dell’ottantaduenne artista inglese David Hockney. «Hockney è uno dei più grandi artisti del nostro tempo: l’influenza di Van Gogh nelle sue opere è evidente», sostiene Alex Rüger, direttore del museo (che lascerà a breve per la Royal Academy of Arts di Londra, Ndr). Con prestiti provenienti anche dal Centre Pompidou di Parigi, l’esposizione include venti composizioni «al pixel» realizzati da Hockney su iPad, assieme ad alcuni schizzi tratti dai suoi quaderni, nei quali la vicinanza allo stile di Van Gogh risulta più evidente. Mentre Van Gogh era ipnotizzato dai paesaggi del sud della Francia e della Provenza, Hockney rende omaggio alla campagna dello Yorkshire, sua terra natia, dove è tornato dopo anni vissuti a Los Angeles. L’osservazione del ciclo delle stagioni e del legame tra luce, spazio e natura, porta Hockney a realizzare opere colorate dove il paesaggio è rappresentato per come esso appare all’artista. Riconosciuto da i più importanti musei del mondo (la Tate Britain, il Centro Pompidou e il Met di New York gli hanno dedicato una personale nel 2017), Hockney ha attraversato oltre 60 anni di storia dell’arte senza mai affiliarsi a un unico movimento pittorico. Lo scorso novembre un suo lavoro, «Portrait of the artist (Pool with two figures)», è stato venduto all’asta per la cifra di 93 milioni di dollari (oltre 100 milioni di euro), battendo i record di vendita per un’opera di un artista vivente.

Bianca Bozzeda