Un silenzio che non tace

Giorgio Morandi al Museo Novecento

Firenze. «Exit Morandi» è il titolo della mostra aperta dal 15 marzo al 27 giugno al Museo Novecento. È un progetto di Mus.e in collaborazione con la Fondazione Roberto Longhi e Villa Brandi, ideato e curato da Maria Cristina Bandera e Sergio Risaliti. La rassegna riunisce nature morte, paesaggi, fiori e una serie di incisioni di Giorgio Morandi con importanti prestiti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, della Banca Monte dei Paschi di Siena e da collezioni private.
Il progetto prende origine da quattro dipinti di Morandi conservati al Museo e appartenuti al collezionista Alberto Della Ragione, tra cui un acquarello di carta, uno dei pochi dove è presente la figura, datato «11 aprile 918», che svela quanto il pittore, pur ben aggiornato al linguaggio delle avanguardie, fosse già indirizzato verso quella sintesi poetica che lo rese, secondo Longhi, «uno dei migliori pittori viventi d’Italia». Una posizione, quella dell’artista bolognese, che poteva allora parere reazionaria, conservatrice, eppure, come nota Risaliti, Morandi si conferma un «faro e riferimento innegabile di tanti artisti contemporanei sintonizzati, come lui, con i valori profondi e ritornanti della tradizione classica». A comprendere la statura dell’artista furono anche Francesco Arcangeli, Cesare Brandi e Carlo Ludovico Ragghianti. Tra le testimonianze di artisti, architetti e registi che a Morandi si riferirono, la Bandera annota «Bernardo Bertolucci, catturato dalla “monumentalità” ravvisabile nelle sue piccole tele e dal “sonoro basso” che le qualifica”». Ma potremmo qui ricordare anche il bellissimo lavoro di Tacita Dean eseguito nello studio di Morandi, o le atmosfere che trapelano da certe fotografie di Cy Twombly.

L.L.