Polvere di stelle e di cemento

Dal 10 marzo al 4 maggio Anna Marra propone Maria Elisabetta Novello (che ha già esposto in galleria nel 2016), affiancata da Christoph Weber, austriaco classe 1974. Come spiega il titolo dell’esposizione, «Fragile _ Earth and Sky, Handle with care», curata da Giorgia Gastaldon, l’accostamento dei due artisti prende spunto dall’attenzione che entrambi riservano al concetto di fragilità, nonché all’utilizzo di materiali scultorei non tradizionali. Fragile è un aggettivo che può essere utilizzato per oggetti, materiali o cose inanimate, ma anche riferito al carattere o al temperamento di una persona. In entrambi i casi è la frattura di qualcosa a provocare un danno non facilmente riparabile. Senza necessariamente voler insistere su una lettura allegorica o simbolica, va detto che il lavoro di Christoph Weber (nella foto «Not yet titled», 2014) ha nell’utilizzo del cemento (e della sua paradossale fragilità) la sua cifra stilistica; una scelta che ben si accosta al materiale scelto da Maria Elisabetta Novello come medium privilegiato: la cenere. Cenere e cemento (prima di essere unito all’acqua per diventare solido) hanno quasi lo stesso aspetto. In mostra quest’ultimo, divenuto blocco solido, svela la sua fragilità (lo vediamo fessurato, crepato, collassato), divenendo simbolo del nostro passaggio terreno; mentre la cenere, accostata a pesanti «Carte del cielo» in piombo, nel lavoro della Novello pare diventare polvere di stelle.

Si.M.