L’America di Jack

Dal 29 marzo all’1 settembre la Nationalgalerie ad Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart ospita una panoramica completa sull’opera dell’artista statunitense originario dell’Alabama, Jack Whitten (1939-2018). La mostra «Jack’s Jacks» curata da Udo Kittelmann e Sven Beckstette, offre una selezione da sei decenni di attività pittorica: dall’Espressionismo astratto dei primi anni, agli «slab painting» degli anni ’70, fino agli ultimi esperimenti su tessiture superficiali matericamente modificate nei mosaici acrilici su tela. Circa 35 lavori raccontano le tappe di oltre cinquant’anni di attività; molti appartengono alla collezione privata dell’artista che li ha scelti personalmente per l’occasione, giusto in tempo, poco prima della sua inattesa scomparsa a gennaio 2018. Whitten è stato testimone attivo del suo tempo, di eventi sociali e politici epocali che non ne hanno solo influenzato l’opera ma ne sono diventati spesso i protagonisti, o gli eroi indiscussi. Da qui la scelta della curatela di narrare, in parallelo alle tele esposte, quelle storie afroamericane che ne sono a loro volta suggestiva, personalissima narrazione. La mostra berlinese, prima completa personale dell’artista in un’istituzione europea, ha scelto di concentrarsi in particolar modo sui dipinti che Whitten ha dedicato a personaggi come Martin Luther King, Barack Obama, Andy Warhol, John Coltrane e Prince. Nella foto, «Zulu Tea Parlor» (1973).

Francesca Petretto