Il principe splendente

New York. Intorno all’anno 1000 la dama imperiale giapponese Murasaki Shikibu scrive presso la raffinata corte Heian il Genji Monogatari, primo romanzo della letteratura mondiale. Protagonista è l’irresistibile seduttore Genji, «principe splendente» probabilmente ispirato all’aristocratico Korechika che affascina nelle Note del guanciale anche Sei Shônagon. Al romanzo è dedicata la grande mostra «The Tale of Genji: A Japanese Classic Illuminated» che il Metropolitan Museum in collaborazione con la Japan Foundation, il Tokyo National Museum e il Tempio di Ishiyamadera propone dal 5 marzo al 16 giugno con la cura di John Carpenter e Melissa McCormick, supportati da Monika Bincsik e Kyoko Kinoshita. 120 opere provenienti da 32 collezioni pubbliche e private del Giappone e degli Stati Uniti, tra cui tesori nazionali e proprietà culturali mai finora usciti dal Giappone, ricostruiranno la profonda influenza che il mito di Genji da sempre esercita sulla cultura e la società nipponiche (e in particolare sulle artiste donne) grazie a una sorprendente gamma di capolavori, spesso legati al Buddismo, che spaziano dai dipinti alla calligrafia, dagli abiti di seta agli oggetti in lacca, dalle stampe ukiyo-e ai manga contemporanei. Spiccano due paraventi del maestro Rinpa Tawaraya Sotatsu (1570-1640 circa, Seikado Bunko Art Museum), lo straordinario Sutra del Loto del periodo Heian del Museo Yamato Bunkakan e gli album splendidamente conservati di Tosa Mitsunobu (1539-1613, Kuboso Memorial Museum of Arts) e della sua scuola (Harvard Art Museums e Met). La mostra è suddivisa in 8 sezioni: Il Racconto a portata di mano, Al Tempio di Ishiyamadera, Storia: l’arte di Genji, Genji come esperienza di vita, Monochrome Genji, Phantom Genji, Genji nel Mondo Fluttuante, Genji si fa moderno. Nella foto, un paravento del Met del periodo Momoyama (1573-1615) con scene tratte dal capitolo 24 del Genji Monogatari.

Elena Franzoia