50 anni di sovversione

Boris Mikhailov festeggia i 50 anni di carriera con «Before Sleep / After Drinking», retrospettiva di oltre 400 scatti al C/O Berlin, dal 16 marzo fino al primo giugno. Nato in Ucraina nel 1938, laureato in ingegneria elettronica, Mikhailov si avvicina al linguaggio fotografico come autodidatta alla fine degli anni Sessanta. Inizia a ritrarre i propri amici, sé stesso e la moglie in pose esplicitamente erotiche e grottesche, attirando l’attenzione dei servizi segreti che lo accusano di pornografia. Perde il posto di lavoro, ma si rende conto del potenziale sovversivo della fotografia. In «Red», ad esempio, il colore simbolo del regime diventa il leitmotiv delle situazioni più banali e disparate. «Case History», serie realizzata alla fine degli anni Novanta, racconta la realtà ucraina a seguito del crollo dell’Unione Sovietica. Qui Mikhailov rompe ogni tabù, documentando scene di sessualità e di vita quotidiana in un contesto di povertà assoluta, disperazione e rassegnazione, senza perdere l’ironia. Sull’ironia si fonda anche «Double Take», progetto di Cortis & Sonderegger al quale il museo berlinese dedica una mostra nello stesso periodo. Nelle loro immagini vediamo l’impronta lasciata da Neil Armstrong sulla Luna, il World Trade Center in fiamme (nella foto, «Making of 9/11 (by Tom Kaminski, 2001)», 2013), il soldato repubblicano ucciso dall’esercito franchista; ma anche alcune icone della fotografia artistica come la costosissima «Rhein II» di Andreas Gursky. Il duo svizzero ce le mostra in fase di costruzione, includendo nello scatto la confusione del tavolo da lavoro sul quale sono stati creati i dettagliati diorami di queste scene.Immagini che ci rivelano quanto la fotografia sia in grado di costruire la realtà sollevando una domanda: quanto c’è di vero in ciò che vediamo?

Monica Poggi