Non dimenticate Golia

Nata nel 2002 come una scommessa, «Arte in memoria» presenta fino al 14 aprile la sua decima edizione, «seminando» arte contemporanea alla Sinagoga dell’area archeologica di Ostia antica, che risale al I secolo ed è la più antica d’Occidente. L’idea si ispira all’iniziativa varata nel 1990 alla Sinagoga di Stommeln, vicino a Colonia, dove ogni anno e ancora oggi un artista viene invitato a creare un lavoro originale. Quattro gli artisti scelti dalla curatrice Adachiara Zevi per questa edizione, con lavori sul tema della memoria della Shoah creati anche qui specificatamente per la sinagoga di Ostia: l’italiana Ruth Beraha, con la sua grande buca dove precipita Golia colpito da Davide; l’austriaco Norbert Hinterberger, con un insolito capitello appoggiato su una delle quattro alte colonne poste all’ingresso del monumento; il polacco Zbigniew Libera, con una lunghissima rotaia; Karyn Olivier di Trinidad e Tobago, con un grande muro-lavagna lungo la cancellata che separa il tempio dalla strada asfaltata (nella foto). Si andranno ad aggiungere alla collezione di opere d’arte già presenti in situ, donate da alcuni artisti delle precedenti edizioni: il «Senza Titolo» di Sol LeWitt e il «Blaster» di Gal Weinstein del 2002, l’«Untitled» del 2005 di Pedro Cabrita Reis, «Stella polare» del 2011 di Liliana Moro, «Gheniza per Ostia» di Michael Rakowitz del 2013, due esemplari di «Sinergia» di Stih&Schnock del 2015 e le tracce dentro la Sinagoga di Ariel Schlesinger, con il suo omaggio agli Stolpersteine (le «pietre d’inciampo»), e di Horst Hoheisel del 2017.

Federico Castelli Gattinara