Migranti su carta, video e musica

Ginevra (Svizzera). L’Espace Muraille ospita Michal Rovner per la sua prima personale in Svizzera, «Dislocation», in corso fino al 4 maggio. «Non cerco di ignorare la realtà, né di allontanarmene, ma di individuare qualcosa sulla realtà che si nasconde dietro i dettagli, dietro la storia», dice l’artista israeliana, una delle rare figure dell’arte contemporanea ad aver esposto al Louvre (nel 2011 il museo parigino le aprì le sale di Antichità orientali). La mostra dell’Espace Muraille, giovane centro d’arte contemporanea, è realizzata in collaborazione con la Pace Gallery, che rappresenta la Rovner. Fino al 18 aprile, la galleria, nei suoi nuovi spazi del quai des Bergues, ne propone a sua volta la personale «Evolution». La Rovner (Tel Aviv, 1957) lavora con il video, la scultura, il suono, la foto. Usa come supporti tanto i monitor che la carta o la pietra. Per Ginevra sono state selezionate una dozzina di installazioni video e proiezioni, tra cui il famoso «Givaa» del 2011 (nella foto) e la serie «Untitled (Panorama)» del 2015. Tra i lavori più recenti «Blue Lines» e «Waving» del 2018. Il concetto di «disclocazione» rinvia all’idea dello spostamento, al mondo attuale di migrazioni ma, come sempre nell’opera della Rovner, la realtà di cui si parla appare atemporale.

Luana De Micco