Impronte digitali

«Faces»: a confronto due collezioni di arte elettronica

Palma di Maiorca (Spagna). Per festeggiare il 15mo anno di vita Es Baluard, il museo d’arte moderna e contemporanea di Palma di Maiorca ha invitato la Colección BEEP di arte elettronica a dialogare con le opere della sua raccolta in una mostra che per otto mesi, fino al 29 settembre, occuperà tutto il livello principale del centro.

Attraverso 60 opere, che abbracciano circa 100 anni della nostra storia più recente, «Faces» propone una lettura trasversale dei processi creativi di diverse generazioni di artisti e delle loro ricerche sulla pratica del ritratto. «L’idea è individuare punti in comune e letture inattese di proposte molto diverse tra di loro. Da un lato, le opere tradizionali di Es Baluard e dall’altro le opere elettroniche e interattive di BEEP. Queste ultime rappresentano una delle espressioni più innovative della creazione contemporanea, caratterizzata dall’introduzione delle nuove tecnologie nella pratica artistica e in conseguenza di nuovi paradigmi come interattività e partecipazione», chiariscono i curatori Roberta Bosco e Stefano Caldana.

La Colección BEEP, che si è sviluppata nel contesto della fiera d’arte contemporanea ARCOmadrid, attraverso il Premio ARCO BEEP, è il risultato del mecenatismo artistico di Andreu Rodríguez e in 14 anni è diventata una delle raccolte d’arte elettronica e digitale più importanti d’Europa.

Anche se si possono identificare aree tematiche che trattano il corpo, il volto, le mani o l’identità in generale, «Faces» ha una struttura orizzontale e rizomatica con un allestimento fatto di dialoghi aperti alla libera interpretazione del pubblico.

Le opere, dalla fotografia all’arte elettronica, dalla scultura e pittura alla robotica, rispecchiano un panorama eterogeneo che comprende artisti classici come Modigliani, Miró o Picasso e grandi nomi contemporanei come Shirin Neshat, Barceló, Plensa o Abramovic, oltre ai più importanti creatori della scena elettronica internazionale come Marcel.lí Antunez, Rafael Lozano-Hemmer, Daniel Canogar, Eduardo Kac e Sommerer & Mignonneau.

«Se fino ad oggi, in qualche modo il ritratto è stato la rappresentazione di un’assenza, con l’arte elettronica e digitale quest’assenza viene trasformata e arricchita dalla presenza attiva del pubblico», concludono i curatori.